Editoriale.
L’Officina si rinnova: tra “fare” e “comunicare” storia
Nata nell’ottobre 2008 con l’obiettivo di confrontarsi con l’uso pubblico della storia e con i linguaggi multimediali e audiovisivi della rete digitale, l’Officina della storia taglia il traguardo del sesto numero.
Per preparare nella maniera migliore la festa del terzo compleanno, si presenta ai lettori rinnovata nella composizione della redazione, nell’impostazione delle sezioni e nei contributi esterni e con una finestra speciale dedicata alle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia.
Grazie all’ingresso di energie nuove e a una maggiore coesione interna, l’Officina della storia continuerà a muoversi in maniera interdisciplinare tra le fonti d’archivio tradizionali e le risorse offerte al mondo della ricerca e della didattica dalle tecnologie informatiche, ampliando lo sguardo all’intero Novecento e soffermandosi con particolare attenzione al continente europeo.
Confermata la struttura di base attorno alle aree tematiche dell’uso pubblico della storia, dell’Italia repubblicana, dell’integrazione europea e del rapporto tra storia, cinema e letteratura, il varo delle sezioni “Archivi, didattica e digital humanities” , “L’Europa tra le due guerre” e “Storia d’Europa tra integrazione e regionalismi” è di per sé emblematico di un programma di lavoro aperto al contributo di dottorandi, ricercatori e docenti universitari, alla ricerca di un modo originale e vivace di “fare” e “comunicare” storia.
E’ quanto si è cercato di fare anche con la finestra speciale dedicata al Convegno internazionale “Celebrare la nazione. Grandi anniversari e politiche della memoria nel mondo contemporaneo” (Viterbo, 10 – 12 marzo 2011), attraverso la forma della videointervista sul tema dell’identità italiana e delle celebrazioni nazionali a Marina Tesoro, Fulvio Conti, Massimo Baioni, Barbara Bracco, Maurizio Ridolfi ed Emilio Gentile.
In continuità con gli editoriali sull’uso politico della storia e le responsabilità della comunità scientifica nel discorso pubblico, le elezioni europee del 2009, la storia contemporanea e l’informatica umanistica, la riforma della Costituzione e l’Italia repubblicana nella storiografia straniera, l’Officina della storia si propone infine di sviluppare le sue riflessioni sulle peculiarità della storia online, senza rinunciare ad esprimere la sua vocazione civile nel dibattito sul futuro della nazione italiana e dell’identità europea.
Enrico Acciai, Chiara Bernardini, Anna Caprarelli, Mariella Cruciani, Sante Cruciani, Ilenia Imperi, Gilda Nicolai, Guido Panvini, Massimo Piermattei, Luisa Selvaggini, Matteo Stefanori. |