Recensione. Carlo De Maria (a cura di), Bologna futuro. Il “modello emiliano” alla sfida del XXI secolo
Sabato 20 Aprile 2013 17:23

Recensione. Carlo De Maria (a cura di), Bologna futuro. Il “modello emiliano” alla sfida del XXI secolo, Clueb, Bologna, 2012

di Fabio Montella

 

L’Emilia, regione-simbolo della sinistra italiana ed europea, può essere ancora – e in che termini – un modello per il resto del Paese? La domanda che pareva un po’ demodè è tornata al centro del dibattito (almeno di quello giornalistico) dopo il terremoto del maggio scorso, che ha posto questo territorio sotto gli occhi del mondo. Prima la gestione dell’emergenza, poi l’avvio della complessa fase della ricostruzione hanno fornito e forniscono nuovi argomenti a chi ritiene, al di là dell’apparente calembour, che molto del “modello emiliano” sia sopravvissuto alla fine del “modello emiliano” stesso.

 

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Indice n. 9/2013
Venerdì 05 Aprile 2013 09:14

   
Officina della Storia. Indice n. 9/2013

Numero monografico: STORIA E FOTOGRAFIA

 

Editoriale a cura di S. Cruciani e G. Panvini
Introduzione a cura di M. Stefanori

 

Fotografia e politica

In Primo piano. L'esordio della fotografia nelle elezioni politiche italiane (1913) di M. Ridolfi
I leaders della CGIL da Giuseppe Di Vittorio a Susanna Camusso: immagini fotografiche tra storia e tempo di S. Cruciani e M. P. Del Rossi

 

Fotografia e lotta armata

L’immagine eversiva. La lotta armata come pratica video-fotografica* di C. Uva
Recensione: S. Casillo, Scatti in movimento. Dalla metropoli alla provincia. L'Italia e le Marche negli anni Sessanta e Settanta, EUM, Macerata 2010 di S. Viani
Fotografare il movimento: Daddo e Paolo. L'inizio della grande rivolta, Roma, Piazza Indipendenza, 2 febbraio 1977, DeriveApprovi 2012; S. Bianchi, Storia di una foto. 14 maggio 1977, Milano via de Ambris, DeriveApprodi 2011; Le polaroid di Moro, DeriveApprodi 2012 di M. Di Giacomo

 

Fotografia e donne nel fascismo

Donne in Aoi: fotografie tra sguardo pubblico e privato* di M. Di Barbora
L'immagine della donna italiana nelle riviste femminili durante gli anni del fascismo di A.M. Ruggiero

 

Fotografia e Shoah

La Shoah a colori. Walter Genewein e il ghetto di Lodz* di D. Garofalo
Recensione: F. Rousseau, Il Bambino di Varsavia, Laterza 2012 di I. Rossini

 

Fotografia e antropologia

La tradizione della Befana a Roma dal folklore alla retorica del potere fascista* di C. Giannottu

 

Fotografia e archivio

Sguardi militanti e identità collettiva. Il PCI padovano nelle foto dell'Archivio fotografico del Centro Studi E. Luccini di G. Licciardi
Work in progress: l’archivio fotografico dell’Università degli studi della Tuscia di G. Nicolai
I presidenti della Repubblica. Una mostra fotografica al Quirinale di M. Calcioli e L. Curti

 

Interventi a convegni
Fotografi e cineasti israeliani dentro la guerra: tra autorappresentazione e riflessione collettiva, intervento alla seconda edizione de “Le Giornate di studio sulla fotografia documentaria e il fotogiornalismo”, Roma (Officine Fotografiche, 18-20 aprile 2012) di M. G. De Bonis

 

Video interviste

Massimo Berruti, a cura di M. Stefanori

 

* articoli sottoposti a referaggio


Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Aprile 2013 11:09
 
INDICE N.8 /2012
Giovedì 26 Luglio 2012 11:47

Officina della Storia. Indice n. 8 /2012
Editoriale

Schmidt, Delors e Ciampi, il Consiglio europeo del 28 giugno 2012 e il futuro dell’Unione, di Sante Cruciani

Archivi, Didattica, Digital Humanities

L’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa e Cinemaimpresa.tv, di Elena Testa

Uno strumento educativo. Ipotesi di progetto per un catalogo degli audiovisivi dell’Alto Lazio, di Umberto Cinalli e Sabina Iannucci
Recensione: Marco De Nicolò (a cura di), Il pane della ricerca. Luoghi, questioni e fonti della storia contemporanea in Italia, di Gilda Nicolai


Cinema e Storia
Romanzo di una strage, di Mariella Cruciani
Incontro con Marco Tullio Giordana, di Mariella Cruciani  
         
Tra le due guerre
Recensione: Carlo Verri. Guerra e libertà. Silvio Trentin e l’antifascismo italiano (1936-1939), Edizioni XL, 2011, di Enrico Acciai
Recensione: I due volumi di Carlo De Maria su Giovanna Caleffi Berneri e Margherita Zoebeli, di Luigi Balsamini
Recensione: Toni Rovatti, Leone vegetariani: la violenza fascista durante la RSI, Clueb, 2011, di Enrico Acciai
Recensione: Luciano Allegra, Gli aguzzini di Mimo. Storie di ordinario collaborazionismo (1943 – 1945), Silvio Zamorani editore, 2010, di Toni Rovatti
Recensione: Marino Ruzzenenti, Shoah. Le colpe degli italiani, Manifestolibri,  2011, di Matteo Stefanori

Storia dell’Italia repubblicana
Rete degli archivi per non dimenticare: gli sviluppi del progetto e la realizzazione del portale tematico. Intervista alla coordinatrice Ilaria Moroni, di Ilenia Imperi
Recensione: Francesco Maria Biscione, Il delitto Moro e la deriva della democrazia, Ediesse, Roma, 2012, di Edmondo Montali
Al capezzale del malato: l’Italia nei principali quotidiani francesi durante il sequestro Moro, di Paolo Mattera
Il Post concilio. Cattolicesimo e politica in Italia dal Vaticano II al dissenso (1966 – 1969), di Alessandro Santagata
Per una mappatura degli archivi dei movimenti in Sicilia, di Francesca Di Pasquale
Recensione: Marilisa Merolla, Rock’n’roll Italian Way. Propaganda americana e modernizzazione nell’Italia che cambia al ritmo del rock 1954 – 1964, Coniglio Editore, 2011, di Laura Ciglioni
Seminario: Il “modello emiliano” nella storia d’Italia tra culture politiche e pratiche amministrative, di Alberto Ferraboschi

Integrazioni e Regionalismi
Europa, città, cultura: tavola rotonda alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena, di Laura Grazi
Recensione: Antonio D’Alessandri e Armando Pitassio (a cura di),Dopo la pioggia. Gli Stati della ex Jugoslavia e l’Albania (1991-2011), Argo, Lecce, 2011, di Giuseppe Cossutto

Recensione: Massimo Piermattei, Crisi della Repubblica e sfida europea. I partiti italiani e la moneta unica, di Laura Scichilone
 

Storia italiana e integrazione europea

L’Italia repubblicana e il processo di integrazione europea secondo Federico Caffè, di Giuseppe Amari
L’Europa in discussione. Un seminario della Fondazione ItalianiEuropei a vent’anni dal Trattato di Maastricht,
di Doriana Floris


Storici e uso pubblico della storia

Per un bilancio del 150°. Forlì Capitale, di Sara Samorì
La strage di Portella della Ginestra e il processo di Viterbo: politica, memoria, uso pubblico della storia (1947-2012), di Doriana Floris
Portella della Ginestra: un processo in mostra, di Elisa Guida
La Storia, le storie,l’altrove, Note e discussioni sul convegno “Antropologia e storia: un rapporto problematico” all’Università “La Sapienza” di Roma, di Francesco Della Costa e Caterina Giannottu

Works in progress
Presidiare il territorio. Le Camere del Lavoro: forme di azione e radicamento territoriale, di Fabrizio Loreto
Ave Silvio. Storia di un venditore, di Sara Bernetti

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Settembre 2012 01:05
 
Editoriale: Schmidt, Delors e Ciampi, il Consiglio europeo del 28 giugno 2012 e il futuro dell’Unione
Giovedì 26 Luglio 2012 11:20

Editoriale: Schmidt, Delors e Ciampi, il Consiglio europeo del 28 giugno 2012 e il futuro dell’Unione,

di Sante Cruciani

(23 Luglio 2012)

 

1. Il processo di integrazione tra storia e tempo presente

 

La storia del processo di integrazione europea è stata caratterizzata dall’alternarsi di momenti di avanzamento e di stallo dell’unificazione del vecchio continente[1]. Nel mondo della guerra fredda, la dialettica tra l’impostazione federalista del Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli, l’approccio funzionalista di Jacques Monnet e la visione dell’Europa politica e sociale di Jacques Delors ha scandito il passaggio da una fase all’altra della costruzione comunitaria.

Mentre la scommessa degli Stati Uniti d’Europa è restata sullo sfondo, la Comunità europea del carbone e dell’acciaio e il Mercato comune europeo si sono rivelati validi strumenti del contenimento anticomunista ed hanno costituito il motore dell’ “età dell’oro” del capitalismo nei paesi dell’Europa occidentale.

Superata la crisi finanziaria degli anni settanta attraverso il Sistema monetario europeo, realizzato il passaggio dall’Europa dei 6 all’Europa dei 12, la riforma dei trattati con l’Atto Unico del 1986 ha accresciuto la coesione dell’Europa occidentale ed ha contribuito ad aprire il nuovo corso di Gorbaciov in Unione Sovietica.

All’indomani della caduta del muro di Berlino e della dissoluzione del blocco sovietico, il Trattato di Maastricht del 1992 e il “Libro Bianco” di Jacques Delors del 1993 hanno delineato i possibili pilastri di una Europa politica fondata sulla crescita, la competitività e l’occupazione.

 

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Recensione: Leoni vegetariani – La violenza fascista durante la RSI
Giovedì 26 Luglio 2012 11:14

Recensione: Leoni vegetariani – La violenza fascista durante la RSI, Toni Rovatti, Clueb, Bologna 2011, pp. 225.

di Enrico Acciai

 

I venti mesi compresi tra il settembre del 1943 e l’aprile del 1945 rappresentarono un passaggio cruciale nella storia del Novecento italiano. Come si confà a ogni momento centrale nella biografia di una nazione, quell’anno e mezzo non ha mai smesso di sollevare dei vivaci dibattiti sia all’interno della ristretta comunità degli storici sia, soprattutto, nel complesso dell’opinione pubblica italiana. Volendo fare una periodizzazione di massima potremmo dire che almeno sino alla fine degli anni Ottanta e alla definitiva entrata in crisi della prima Repubblica la ricerca storica è stata spesso pregiudicata da un vizio di fondo: quella tradizione antifascista che era stata una delle basi fondanti dello Stato repubblicano aveva infatti mantenuto nell'epopea resistenziale uno dei propri cardini complicandone la "storicizzazione" in un processo che aveva inevitabilmente coinvolto anche la parte avversa. Parlare di un “Popolo alla macchia”, per parafrasare il titolo di un celebre libro, equivalse spesso ad un’assoluzione collettiva di tutta una nazione rispetto al regime fascista ed, in particolar modo, al suo tragico epilogo repubblicano. Una delle conseguenze dirette di questa impostazione è stata la rinuncia ideologica all’utilizzo della categoria di “guerra civile” per spiegare quanto era successo in quei venti mesi.

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Luglio 2012 11:32
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Recensione: Gli aguzzini di Mimo. Storie di ordinario collaborazionismo (1943-45)
Giovedì 26 Luglio 2012 11:08

Recensione: Gli aguzzini di Mimo. Storie di ordinario collaborazionismo (1943-45), Luciano Allegra, Silvio Zamorani Editore, 2010

di Toni Rovatti


Il ricco studio di Luciano Allegra - professore di storia moderna presso l’Università di Torino e esperto di storia criminale - si presenta come un suggestivo e dettagliato affresco storico sul fascismo repubblicano, tratteggiato attraverso la ricostruzione del case study relativo alla realtà torinese. Incentrato sull’analisi di un tema difficile e respingente, quale quello della violenza collaborazionista, possiede il pregio di saper coinvolgere anche un pubblico non specialistico attraverso un abile uso del registro narrativo. Il saggio si apre, infatti, con quello che appare al lettore un artificio letterario in bilico fra immaginazione e realtà. All’origine del libro, ci racconta l’autore nell’introduzione, vi è il causale ritrovamento nel doppiofondo di un sécrétaire di una villa di campagna di un fascio di carte appartenute a Francesco Picardi (detto Mimo), giovane partigiano barbaramente seviziato da una squadra di polizia fascista e infine trucidato in piazza Vittorio nella notte del 14 febbraio 1945.

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Luglio 2012 11:34
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