Tra i generi cinematografici, quello che più ha rappresentato i cambiamenti della società italiana è, senz’altro, la commedia, sorta di ritratto dei valori, dei costumi, dei difetti nazionali. Come ha scritto Jean Gili, “Comencini, Monicelli e Risi, senza essersi messi d’accordo, ma come si fosse stabilita tra loro un’intesa segreta (…) realizzeranno una serie di commedie che presentano un’immagine dell’Italia e del suo processo storico: scioperi dell’inizio del secolo (“I compagni”, 1963), prima guerra mondiale (“La grande guerra”, 1959), insediamento del fascismo (“La marcia su Roma”,1962), dal fascismo alla Resistenza (“Tutti a casa”, 1960), dalla Resistenza alle disillusioni del dopoguerra (“Una vita difficile”,1961), il boom degli anni ’60 e i primi interrogativi (“Il sorpasso”, 1962), l’Italia sofferente e miserabile (“A cavallo della tigre”,1961)”. In effetti, attraverso la commedia è possibile cogliere e seguire, in modo particolare, la trasformazione sociale e culturale degli anni ‘60: essa ha, infatti, con il boom un rapporto simbiotico e speculare (Goffredo Fofi, nel 1964, la definì “commedia del miracolo”).
Le sfide della ricerca sullintegrazione europea. Intervista a Ariane Landuyt
Giovedì 11 Giugno 2009 11:36
Le sfide della ricerca sull’integrazione europea. Interdisciplinarietà e nuovi percorsi storiografici. Intervista a Ariane Landuyt
a cura di Massimo Piermattei
Incontriamo la professoressa Ariane Landuyt nel suo studio presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Siena: siamo andati a trovarla con l’obiettivo di ragionare sullo stato della ricerca italiana sull’integrazione europea, sul rapporto tra storia dell’integrazione europea e storia contemporanea, sull’uso pubblico delle tematiche legate al processo di unificazione; tutto questo partendo dall’esperienza concreta, scientifica e personale, del Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Integrazione Europea di Siena (CRIE). La stretta vicinanza tra la chiacchierata e le prossime elezioni europee non poteva che farci toccare anche quest’ultimo tema, cercando di riflettere insieme a lei su quale tipo di europeismo stiano esprimendo le nuove formazioni politiche italiane. Ariane Landuyt, cattedra “Jean Monnet” e direttore del CRIE, costituisce una delle punte di diamante in materia di storia del processo di integrazione europea, non solo per quanto riguarda la sua attività prettamente “scientifica”, ma anche per tutti gli sforzi e le iniziative intraprese, spesso pionieristiche, tese ad avviare e sviluppare proficui rapporti di scambio tra studiosi nei vari Paesi membri - tanto da ricevere nel 2007 il Silver Award dalla Commissione europea. Ecco il risultato di questa stimolante conversazione.