| Risorgimento rivisitato: quale storia e quali memorie? |
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| Martedì 26 Gennaio 2010 13:18 | |||
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Risorgimento rivisitato: quale storia e quali memorie?[1] di Maurizio Ridolfi Siamo di continuo chiamati a discernere tra la narrazione dei fatti e la percezione che di essi si ha. Di entrambi, eventi e percezioni, occorre occuparci, se vogliamo districarci al meglio nel “gioco” di memorie plurali riemergenti nel tempo, quali quelle che, anche nel caso del nostro Risorgimento[2], elaborano il ricordo delle guerre di indipendenza e momenti drammatici della storia nazionale: l’idea di un Risorgimento incompiuto in chiave democratica nel secondo ottocento e invece patriottica durante la Grande Guerra, la sua “traduzione” in senso nazionalista nel corso del ventennio fascista, l’insistito nesso tra Risorgimento e Resistenza nella costruzione dell’Italia repubblicana, la recente - e forse più radicale che in altri momenti - rimessa in discussione del Risorgimento come mito di fondazione dello stato unitario. Nella rilettura della storia del Risorgimento tornano i dilemmi, tuttora irrisolti, delle storie plurali che concorsero a “fare gli italiani”; nel Mezzogiorno già borbonico e ancor prima crogiolo di civiltà mediterranee così come nel settentrione già asburgico e pervaso di più antiche tradizioni di autonomismo municipale. Attraverso quali storie e secondo quale approccio allora ripensare le memorie risorgimentali?
E’ utile ricordare intanto che il Risorgimento è stato «un movimento di massa»: non solo vi «hanno preso attivamente parte molte decine di migliaia di persone», ma «altre centinaia di migliaia di persone, spesso vicine a coloro che hanno militato in senso stretto, al Risorgimento hanno guardato con partecipazione, con simpatia sincera o con cauta trepidazione».[3] Se si guarda alla storia del Risorgimento, anche con un privilegiato approccio di storia culturale, non mancano emblematiche dissociazioni tra gli eventi e la loro percezione. Se essa tende a mettere al centro della riflessione l’unitarietà del discorso nazional-patriottico, attraverso la costruzione di un “canore risorgimentale” che insiste sulla selezione mirata di alcuni testi letterari[4], la rappresentazione delle memorie risorgimentali deve evidenziare i numerosi “campi di tensione” pur esistenti[5]. Riflettendo sulla genesi dell'esilio come «istituzione italiana», risalente a Carlo Cattaneo e che Carlo Dionisotti avrebbe indagato sul piano storico-letterario[6], Agostino Bistarelli ha osservato che serve qualche altra cosa, oltre la lettura delle opere della “costellazione testuale” che costituiscono il canone, a spiegare la spinta al patriottismo e al processo risorgimentale che assume forme diverse nella scansione cronologica: il periodo giacobino, i moti del 1820-21, quelli mazziniani, il biennio 1848-49 determinano, e sono in parte determinati, dalle azioni politiche e dalla elaborazione delle stesse che ne fanno, prima ancora di raccontarli, uomini e donne[7]. [1] Anticipazione da M. Ridolfi, Risorgimento, in I luoghi della memoria, a cura di Mario Isnenghi, Laterza, Roma-Bari 2010. [2] Cfr. Gli italiani in guerra. Conflitti, identità, memorie, direzione di Mario Isnenghi, vol. I, Fare l'Italia. Unità e disunità nel Risorgimento, a cura di E. Cecchinato e M. Isnenghi, UTET, Torino 2008. [3] A. M. Banti e P. Ginsborg,Per una nuova storia del Risorgimento, in Storia d’Italia, Annali 22, Il Risorgimento, A cura di A. M. Banti e P. Ginsborg, Einaudi, Torino 2007, pp. XXIII-XXIV. [4] Cfr. A. M. Banti, La nazione del Risorgimento. Parentela, santità e onore alle origini dell'Italia unita, Einaudi, Torino 2006. Cfr. anche Immagini della nazione nell’Italia del Risorgimento, a cura di A. M. Banti e R. Bizzocchi, Carocci, Roma 2002. [5] Per l’attenzione ai temi risorgimentali nel mondo anglosassone, cfr. Making and Remaking Italy. The Cultivation of National Identity around the Risorgimento, eds. A. R. Ascoli, K. von Henneberg, Berg, Oxford-New York 2001. Ne riflette approcci e percorsi di ricerca L. Riall, Il Risorgimento. Storia e interpretazioni, Donzelli, Roma 1997. [6] C. Dionisotti, Appunti sui moderni. Foscolo, Leopardi, Manzoni e altri, il Mulino, Bologna 1988, p. 56. [7]A. Bistarelli, Esilio e identità nazionale italiana, in «Parolechiave», 2009, p. 41. [8] A. M. Banti e P. Ginsborg Per una nuova storia cit., ivi, p. XXXV. [9] Come status quaestionis e riflessione in corso d’opera (ovvero di ricerca), cfr. i lavori di Simonetta Soldani: Il campo dell’onore. Donne e guerra nel Risorgimento italiano, in Fare l'Italia. Unità e disunità nel Risorgimento cit., pp. 135-145 e Il Risorgimento delle donne, in Storia d’Italia, Annali 22, Il Risorgimento cit., pp. 183-224. Si veda quindi L. Guidi, Percorsi femminili e relazioni di genere nel Sud risorgimentale, in Quando crolla lo Stato. Studi sull’Italia preuunitaria, a cura di P. Macry, Liguori, Napoli 2003, pp. 259-302. [10] M. Agulhon, Politique, images, symboles dans la France post-révolutionnaire, in Id., Histoire vagabonde, tome I: Ethnologie et politique dans la France contemporaine, Éditions Gallimard, Paris 1987, pp. 283-284. [11] Cfr. S. Harrison, Four types of simbolic conflict, in «Man», I, n. 2, 1995, pp. 255-272. Si propongono quattro modalità di conflitto simbolico: di valutazione, di proprietà, di invenzione, di espansione. [12] Come avvio di riflessione cfr. sempre Il mito del Risorgimento nell’Italia unita, in «Risorgimento», n. 1-2, 1995. [13] Cfr. 1848-49. Costituente e costituzioni, Daniele Manin e la Repubblica di Venezia, a cura di P. L. Ballini, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia 2002. [14] C. Ghisalberti, Lo Statuto Albertino tra mito e realtà, in «Risorgimento», n. 1-2, 1995, pp. 227-238 in particolare. Quindi G. Rebuffa, Lo Statuto Albertino, il Mulino, Bologna 1997. [15] Sulle immagini del Mezzogiorno in relazione alla difficile costruzione di una sovranità nazionale, cfr. J. Dickie, Stereotipi del Sud d’Italia, 1860-1900, in Oltre il meridionalismo. Nuove prospettive sul Mezzogiorno d’Italia, a cura di R. Lumley e J. Morris, Carocci, Roma1999, pp. 113-118 e 139-140. Quindi S. Lupo, Il grande brigantaggio. Interpretazione e memoria di una guerra civile, in Storia d’Italia, Annali 18, Guerra e pace, a cura di W.Barberis, Einaudi, Torino 2002, pp. 465-502. [16] P. Bagnoli, L’idea dell’Italia 1815-1861, Diabasis, Reggio Emilia 2007, p. 31. [17] Ivi, p. 335. [18] Anche per i profili di alcuni tra i maggiori storici del tema risorgimentale, cfr. G. Talamo, Attraverso il Risorgimento e l’Italia unita. Storia e storiografia, Archivio Guido Izzi, Roma 2007. Si veda quindi Cento anni di storiografia sul Risorgimento, a cura di E. Capuzzo, Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, Roma 2002. Per i testi dei classici della storiografia risorgimentale, cfr. M. P. Casalena, Il Risorgimento, Archetipolibri, Bologna 2006. [19] Cfr. M. Baioni, Identità nazionale e miti del Risorgimento nell’Italia liberale. Problemi e direzioni di ricerca, in «Storia e problemi contemporanei», n. 22, 1998, pp. 17-40. Dello stesso autore si veda ora Risorgimento conteso. Memorie e usi pubblici nell'Italia contemporanea, Diabasis, Reggio Emilia 2009. [20] Cfr. M. Merolla, Italia 1961. I media celebrano il Centenario della nazione, Franco Angeli, Milano 2004. [21] Cfr. Bronte. Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato. Un film di Florestano Vancini, a cura di P. Iaccio, Liguori, Napoli 2002. [22] Cfr. T. Detti, La moda dei centenari: il "caso Garibaldi", in «Passato e Presente», n. 2, 1982, pp. 3 sgg. [23] Cfr. Risorgimento in discussione?, a cura di P. Ginsborg, in «Passato e presente», n. 41, 1997, pp. 15-43 (con la partecipazione di F. Della Peruta, M. Isnenghi e S. Soldani). [24] Si vedano i libri di Angela Pellicciari, a partire da L’altro Risorgimento. Una guerra di religione dimenticata, Piemme, Milano 2000 e fino a Risorgimento da riscrivere, Ares, Milano 2007. [25] Sull’organizzazione della Giornata nazionale della bandiera, cfr. M. Smargiassi, L’alfabeto del Tricolore, «La Repubblica», 5 gennaio 1997. [26] G. Carducci, Per il tricolore [7 gennaio 1897], in Id., Prose, Zanichelli, Bologna 1905, pp. 1345-1351. [27] M. Smargiassi, “Quel tricolore macchiato ci somiglia in bene e in male”, «La Repubblica», 8 gennaio 1997. [28] Cfr. R. Silipo, La storia come uno spartito, «La Stampa» e G. Pestelli, Abbado: sorprese intorno al Tricolore, «La Repubblica», entrambi 8 gennaio 1997.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Marzo 2010 15:05 |




