Editoriale: L’officina della storia. Rivista on line di storia del tempo presente Stampa E-mail
Martedì 27 Luglio 2010 15:33
L’officina della storia. Rivista on line di storia del tempo presente

Editoriale

di Maurizio Ridolfi (13 ottobre 2008)

La vita della nostra democrazia si alimenta di una complessa e contraddittoria rappresentazione del passato; ad una crescente domanda di “storia”, ben oltre la sfera accademica, corrisponde però una sempre minore attenzione verso il rigore del metodo analitico e del sapere scientifico, nonché un conseguente uso improprio, quando non apertamente politico, della storia recente. Come allora possono e debbono collocarsi, di fronte a tutto ciò, gli storici e comunque gli studiosi di storia contemporanea? Che forma e con quali linguaggi tenere insieme il “fare” con il “comunicare” storia? Come contribuire ad immettere nel circuito della comunicazione pubblica, in primo luogo tra quanti si appassionano alla storia del tempo presente, le tendenze della ricerca, le metodologie di ricerca, le “vecchie” e nuove fonti?

La nostra attenzione andrà al “fare” e al “comunicare “ la storia del cosiddetto “tempo presente”, vale a dire di tutto quanto, del passato, influenza ai vari livelli la nostra vita nello spazio pubblico. In questo senso, le riviste di storia e quelle online in particolare, possono avere un ruolo significativo. Negli ultimi anni il panorama delle riviste di storia contemporanea è andato sensibilmente cambiando. Accanto alle riviste professionali, in virtù delle opportunità offerte dalle nuove frontiere informatiche, si è delineato un innovativo panorama di riviste online, con ulteriori spinte a ripensare i linguaggi del “fare storia”.

La nostra rivista non vuole esprimere, come un tempo, un indirizzo di scuola o privilegiare un progetto ideologico-culturale; vorremmo contribuire invece a ripensare e meglio definire il terreno proprio dello studioso di storia, la sua “cassetta degli strumenti”, il senso rigoroso e creativo del “fare storia”. Di qui un titolo che allude al lavoro del “laboratorio” artigianale, laddove si costruiva un sapere e si tramandava di generazione in generazione, non disperdendo patrimoni e tradizioni. Vogliamo però fare i conti con la società della comunicazione di massa, sul piano sia del mezzo sia del linguaggio. Ecco allora la rivista online, sebbene la si voglia accompagnare annualmente con una pubblicazione cartacea in cui raccogliere selezionati materiali nel frattempo messi un circolazione tramite la rete.

Le riviste e i gruppi di studiosi che le mantengono in vita rappresentano ambiti di aggregazione, oltre che uno strumento di lavoro e di informazione per chi le consulta. E’ un prerequisito anche per noi, essendo il gruppo di lavoro formato da quanti, giovani studiosi, hanno condiviso un apprendistato alla ricerca e alla vita della comunità di studio presso il Dottorato in Storia avente sede all’Università della Tuscia di Viterbo.

Si muove dalla consapevolezza di trovarsi in un’età di transizione, anche per quanto concerne il mestiere di storico. Mentre le riviste cartacee di storia mantengono un ruolo importante nel quadro delle loro tradizionali funzioni, faticano invece – anche quando ne perseguano l’obiettivo – a varcare la soglia dello specialismo professionale. Le riviste on line e i siti web hanno messo in seria discussione le modalità operative delle riviste tradizionali. In realtà, la distinzione tra riviste cartacee e riviste elettroniche riguarda i supporti di carattere materiale (la stampa o meno); sappiamo invece che non sussiste una effettiva opposizione tra l’editoria a stampa e quella digitale. Le riviste elettroniche sono un prodotto in sintonia con le modifiche del mercato, seppur con peculiari modalità di produzione e di distribuzione. L’integrazione tra carta e rete è un effetto della costruzione di circuiti di comunicazione più ampi di quelli delle riviste storiche a stampa. Sono del resto le domande sociali di consumo culturale a spingere per una riformulazione del concetto di rivista; dalle tradizionali rubriche delle riviste cartacee si sta passando insomma alla proliferazione di siti specializzati e a nuove forme di comunicazione.

Rispetto alle tradizionali riviste cartacee, nel caso delle riviste online si ritrovano progetti culturali solitamente meno connotati, spesso con lo scopo prevalente di offrire informazioni e servizi alla ricerca (sitografie e bibliografie ragionate, recensioni a libri e a convegni, il work in progress, ecc.). La nostra “Officina della storia” vorrebbe cercare di dare questo ma anche qualcosa in più, rivolgendosi a quanti si occupano, sia professionalmente che non, di storia e della sua proiezione pubblica. Vorremmo contribuire, tramite la rete, ad allargare gli spazi della storia del tempo presente al di fuori delle tradizioni accademiche, guardando con interesse e però con spirito critico ad alcuni linguaggi del giornalismo culturale, quali l’intervista, il forum, il documento/immagine, l’editoriale su temi non strettamente storiografici; insomma i territori della cosiddetta “industria della storia”.

E’ un fine il cui compimento saremmo lieti di condividere con nuovi amici e collaboratori, specialmente quanti, mossi da entusiasmo giovanile e freschezza di idee, si sono incamminati nei percorsi, sempre affascinanti, della storia del tempo presente.
Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 15:35
 
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